"Una
piccola parte di me bisbigliava che potevo sopravvivere ad Amarantha; potevo
sopravvivere alla transizione in quel nuovo corpo estraneo... Ma non ero sicura
di poter sopravvivere a quella cavità vuota e fredda nel mio petto. Persino
durante i periodi più bui, quella parte di me era stata piena di colore, di
luce. Forse diventare una Fae l'aveva distrutta. Forse Amarantha l'aveva
distrutta. O forse l'avevo distrutta io, quando avevo ficcato i pugnali nei
cuori di due innocenti e il loro sangue mi aveva scaldato le mani." Dopo
essersi sottratta al giogo di Amarantha e averla sconfitta, Feyre può
finalmente ritornare alla Corte di Primavera. Per riuscirci, però, ha dovuto
pagare un prezzo altissimo. Il dolore, il senso di colpa e la rabbia per le azioni
terribili che è stata costretta a commettere per liberare se stessa e Tamlin, e
salvare il suo popolo, infatti, la stanno mangiando viva, pezzetto dopo
pezzetto. E forse nemmeno l'eternità appena conquistata sarà lunga a
sufficienza per ricomporla. Qualcosa in lei si è incrinato in modo
irreversibile, tanto che ormai non si riconosce più. Non si sente più la stessa
Feyre che, un anno prima, aveva fatto il suo ingresso nella Corte di Primavera.
E forse non è nemmeno più la stessa Feyre di cui si è innamorato Tamlin. Tanto
che l'arrivo improvviso e molto teatrale di Rhysand alla corte per reclamare la
soddisfazione del loro patto - secondo il quale Feyre dovrà passare con lui una
settimana al mese nella misteriosa Corte della Notte, luogo di montagne e
oscurità, stelle e morte - è per lei quasi un sollievo.
Ma
mentre Feyre cerca di barcamenarsi nel fitto intrico di strategie politiche,
potere e passioni contrastanti, un male ancora più pericoloso di quello appena
sconfitto incombe su Prythian. E forse la chiave per fermarlo potrebbe essere
proprio lei, a patto che riesca a sfruttare a pieno i poteri che ha ricevuto in
dono quando è stata trasformata in una creatura immortale, a guarire la sua
anima ferita e a decidere così che direzione dare al proprio futuro e a quello
di un mondo spaccato in due.
RECENSIONE:
Questa
scrittrice Sarah J. Maas è entrata nella cerchia della mie scrittrici
preferite, amo il suo stile, amo come mi fa estraniare dal resto del mondo
quando inizio a leggere un suo libro. Ho atteso con molta ansia La corte
di nebbia e furia e a lettura conclusa parte il countdown per il terzo libro
della serie...
Sono trascorsi tre mesi,
Feyre e Tamlin sono a casa nella corte della Primavera, Feyre sta organizzando
il suo matrimonio con Tamlin.
Tamlin è libero
dall'incantesimo di Amarantha, finalmente ha tutti i suoi poteri ma con il
ritorno dei suoi poteri ne derivano tante responsabilità, si assenta spesso in
quanto ora deve proteggere la sua corte.
Il gesto estremo che ha
compiuto Feyre nel primo libro lo sta pagando a caro prezzo....ha molti incubi,
non dimentica le vite che ha dovuto sacrificare per salvare la corte, di notte
continua a rivivere quello che è successo.
Il popolo vede in lei la salvatrice,
ma Feyre si sente un'impostora...
Nessuno purtroppo si
accorge di questo suo malessere e cambiamento, nemmeno Tamlin, anzi lui
addirittura la isola maggiormente, non le permette di uscire, Tamlin ha paura
che possa succederle qualcosa di nuovo e così la isola, ma comportandosi così
peggiora lo stato d'animo di Feyre.
Feyre però aveva stretto un
patto con Rhysand, (deve passare una settimana al mese nella Corte delle
Notte), quando Rhysand arriva come nulla fosse il giorno del matrimonio e porta
nella Corte della notte Rhysand, la ragazza dopo tutti i pettegolezzi che lo
riguardano non sa cosa aspettarsi da lui...sicuramente è molto prevenuta.
Rhysand comunque la tratta
come ospite, come amica e non come prigioniera, anzi le dice che può fare
quello che vuole.
Feyre all'inizio non sa se
fidarsi di Rhysand, ma più tempo trascorrono insieme e Feyre a sorpresa, trova
in Rhysand quell'appoggio e quell'aiuto che invece dovrebbe darle Tamlin.
Tamlin purtroppo è troppo
preso a tenere la sua corte e Feyre al sicuro, sicuramente le sue intenzioni
sono nobili e buone, ma mettere una persona sono una campana di vetro non è
sempre la soluzione migliore...
Tamlin è convinto di agire
nel bene di Feyre, è convinto che proteggerla è l'unica cosa che conta, è
convinto che tenerla al segreto dei suoi piani e di quello che sta
succedendo, è giusto, ma così facendo non si rende conto del suo
malessere...L'unico che non le nasconde nulla è Rhysand.
In questo libro ho
rivalutato molto Rhysand, nel primo libro non era dipinto tra i buoni anzi...
Rhysand ha sempre agito con
uno scopo ben preciso e ora è l'unico che percepisce il malessere di
Feyre, pian piano il loro rapporto si evolve, diventano amici,
confidenti.....
Si notano molte differenze
tra Tamlin e Rhysand.
Rhysand lascia Feyre libera
di ragionare con la sua testa, la fa partecipe dei suoi piani, la tratta da sua
pari, la lascia libera di sbagliare anche.
Tamlin la vuole proteggere
da tutto e tutti ma così facendo la soffoca....
La corte di nebbia e furia
di Sarah J. Maas è un bel mattoncino, ma non fatevi spaventare dalle 600
e passa pagine, perché credetemi scorreranno che è un piacere e arrivati
all'ultima pagina si pretenderà subito il terzo libro. Non mi rimane che
consigliarvi questo libro, lo amerete.
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