Strega, seduttrice, colpevole, assassina: Agnes Magnúsdóttir è accusata di molte cose. Perché nell'Islanda dell'Ottocento - immersa nella nebbia come in mille superstizioni - lei, con la sua bellezza, il suo animo ribelle, la sua intelligenza troppo vivace, è diversa da tutte. Diversa anche per l'uomo che si è scelta: Natan Ketilsson, un uomo più vicino ai diavoli dell'inferno che agli angeli del paradiso, come mormorano nel villaggio, capace di risuscitare i morti con pozioni a base di erbe conosciute solo da lui. E ora che Natan è morto, ucciso da diciotto coltellate, il villaggio decide che la colpevole dell'efferato omicidio non può che essere lei, Agnes. La donna che lo amava. E mentre, ormai condannata, attende la morte per decapitazione, Agnes racconta la sua versione della storia alle uniche persone amiche che il destino le concede nei suoi ultimi giorni: la moglie del suo carceriere, e un giovane e inesperto confessore. E anche se la morte sarà la fine inevitabile, per Agnes la vita continua altrove: nei pensieri, nei sogni, nelle storie che ha letto, e nell'amore per Natan. Le cose che appartengono soltanto a lei, e che nessuno potrà toglierle.
Listino:€ 17,50
Casa Editrice:Piemme
Data uscita:16/09/2014
Pagine:350
Già
dalle prime pagine ti rendi conto di avere tra le mani una perla rara, un
bellissimo romanzo, la scrittura della Kent è ricca e chiara e aggiunge un tocco
di malinconia e un’atmosfera claustrofobica dell’inverno islandese, aggiungiamo poi la scrittura d’altri tempi
diventa un libro che incanta e conquista da subito.
E’ la storia di Agnes in esilio e in attesa della sua morte. Questa storia emerge vivamente dalle pagine, racconta splendidamente l’ultima opportunità di Agnes di poter raccontare la sua verità e la scrittrice riesce a catturare appieno la disperazione, l’isolamento e il dolore della protagonista, grazie ai suoi monologhi interiori.
E’ la storia di Agnes in esilio e in attesa della sua morte. Questa storia emerge vivamente dalle pagine, racconta splendidamente l’ultima opportunità di Agnes di poter raccontare la sua verità e la scrittrice riesce a catturare appieno la disperazione, l’isolamento e il dolore della protagonista, grazie ai suoi monologhi interiori.

